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NUOVO CONTO TERMICO

Bolletta dimezzata grazie ai 900 milioni di incentivi!


25/01/2013 13:55

Clini, Passera e Catania, rispettivamente Ministri dell’Ambiente, dello Sviluppo Economico e delle Politiche Agricole, hanno presentato a Rimini, nel corso degli Stati Generali della Green Economy, il nuovo ‘conto termico’: incentivi fino al 40% destinati a privati, imprese e pubbliche amministrazioni per piccoli interventi di incremento dell’efficienza energetica e produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Sul piatto uno stanziamento da parte dello Stato di 900 milioni di euro, 700 per privati e imprese, 200 per le amministrazioni pubbliche.

L’incentivo quindi coprirà il 40% dell’investimento, con tetti massimi differenziati per tipo di intervento e potenza dell'impianto, e verrà erogato in 2 o 5 anni.

Vogliamo sottolineare che anche il detto decreto offre, soprattutto ai cittadini, la concreta possibilità di risparmiare sui consumi residenziali (luce-gas) grazie all'uso di un impianto solare combinato fotovoltaico e termico!

I BENEFICIARI del nuovo sistema di incentivi sono ben riassunti nel seguente quadro sinottico dei tipi di intervento ammissibili.


NOVITÀ
Alcuni interventi per i quali i privati potranno avere l'incentivo del 40% (pompe di calore e solare termico) sembrano coincidere con quelli agevolati dalla detrazione del 55%, valida fino al 30 giugno 2013. Se il 'conto termico' sarà confermato nel testo attuale, il privato potrà scegliere tra le due agevolazioni (rimborso del 40% della spesa in 2 o 5 anni oppure detrazione del 55% della spesa in 10 anni).

Nel secondo gruppo di interventi agevolabili per le pubbliche amministrazioni (miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici) ritroviamo gli stessi lavori (tranne i sistemi di schermatura e ombreggiamento) agevolati dalla detrazione del 55%, che è accessibile però solo ai privati. Con il nuovo 'conto termico' anche le P.A. quindi potranno migliorare l'efficienza energetica dei propri edifici.

In generale, il nuovo Conto Termico è riservato a impianti con una potenza massima di 500 kW e una superficie massima di 700 mq. L’obiettivo del Governo è infatti quello di escludere dagli incentivi i grandi impianti, per evitare le speculazioni finanziarie che hanno caratterizzato negli ultimi anni altri settori delle rinnovabili.

COME OTTENERE GLI INCENTIVI
Per ottenere gli incentivi potete affidarvi alla Progenergy S.r.l. che con competenza istruirà la pratica da presentare al GSE entro 60 giorni dalla fine dei lavori. La pratica conterrà, secondo il tipo di intervento, l’Attestato di Certificazione Energetica (ACE), le schede tecniche dei componenti installati, l’asseverazione del corretto dimensionamento dell’impianto, fatture e ricevute dei bonifici, diagnosi energetica se prevista, autodichiarazione di non cumulo con altri incentivi e quant'altro risultasse necessario. Tutti i documenti vanno conservati per 5 anni.

Per interventi su edifici dotati di impianti di riscaldamento di potenza superiore a 100 kW, è richiesta diagnosi energetica prima dell'intervento e certificazione energetica dopo l'intervento. Entrambe sono 

richieste sempre per interventi di isolamento termico dell’involucro edilizio. Le spese per diagnosi energetica e certificazione energetica sono rimborsate al 100% alle P.A. e al 50% ai privati con tetti massimi di 5.000 euro per edifici residenziali, 18.000 euro per ospedali e case di cura, 13.000 euro per tutti gli altri edifici.

Gli incentivi del nuovo "Conto termico" non sono cumulabili con altri incentivi statali.

I CRITERI DI AMMISSIBILITÀ E CALCOLO DEGLI INCENTIVI
Per le pompe di calore elettriche e a gas, sono richiesti determinati requisiti prestazionali minimi, che variano in relazione al tipo di pompa e alle temperature esterna e interna. Per le caldaie a biomassa, 

sono incentivabili solo quelle installate in sostituzione di caldaie e di impianti per il riscaldamento delle serre preesistenti, alimentati a biomassa, gasolio o carbone. Sono escluse dall’incentivo quelle che utilizzano rifiuti biodegradabili urbani o industriali.

Per caldaie a biomassa, stufe e termocamini a pellet, termocamini a legna, solare termico e solar cooling, il decreto richiede requisiti minimi di rendimento termico e di emissioni in atmosfera e certificazioni di conformità. Per le pompe di calore elettriche e a gas, l’incentivo erogato è calcolato tenendo conto della taglia dell’impianto, della zona climatica, dell’energia prodotta e delle prestazioni dell’impianto.

Per gli scaldacqua a pompa di calore, l’incentivo è pari al 40% della spesa sostenuta per l’acquisto. L’incentivo massimo è di 400 euro per impianti fino 150 litri e di di 700 euro oltre i 150 litri. Per caldaie a biomassa, stufe e termocamini a pellet, termocamini a legna, l’incentivo è calcolato in relazione all’energia prodotta, alla potenza dell’impianto, alle ore di fuzionamento, alla zona climatica e all’emissione di polveri.

Per solare termico e solar cooling, l’incentivo si calcola per metro quadro installato: 170 euro/mq fino a 50 mq di superficie e 55 euro/mq per impianti oltre i 50 mq di superficie; l’incentivo sale rispettivamente a 255 e 83 euro/mq se si tratta di impianti di solar cooling cioè raffrescamento.

In un esempio illustrato dal Ministero dello Sviluppo economico (vedi schema) per un appartamento monofamiliare di 90 mq in zona climatica D (Roma), una pompa di calore elettrica da 24 kWt di potenza che costa 6.500 euro, riceve un incentivo di 2.772 euro in 2 anni. 

Nello stesso appartamento una stufa a pellet di 22 kWt di potenza, dal costo di 4.000 euro, ha diritto ad un incentivo di 1.392 euro in 2 anni; mentre un impianto solare termico composto da 4 mq di pannelli, dal costo di 3.600 euro, riceve un incentivo di 1.360 euro in 2 anni.

Allegati:

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